Star Trek Discovery ci saluta con un episodio che non riesco a definire compiutamente, ma alla fine è stato troppo, esageratamente e incredibilmente bello.

Star Trek Discovery: una nave e un equipaggio fuori dagli schemi.

Avanti, coraggio, parlatemi ancora del canon, delle similitudini, delle coincidenze, continuiamo a fare raffronti fra Next Generation, serie Classica, Voyager e via discorrendo. No signori non è questo il modo giusto di affrontare e recensire Star Trek Discovery, almeno io non farò più lo sbaglio di fare confronti o cercare il peluzzo nell’uovo alla ricerca di somiglianze, rispetto ai precedenti seriali del Franchise Star Trek.

Discovery
Discovery e i Klingon…tutto finito?

Discovery ha dimostrato in questo episodio che merita la dignità di essere considerata una serie TV a sè. Diciamo che è un po’ come assaggiare un bignè che esteriormente è uguale ad altri bignè assaggiati finora, ma è quando l’addenti che capisci che la farcitura fa un mondo di differenza.

Parliamo un po’ dell’equipaggio della Discovery e di come vengono gestiti i vari personaggi. Io credo di non aver mai amato una coppia in Star Trek come amo quella fra Stamets e Culber. La loro storia, il loro dramma, la loro unione li rende davvero particolari e unici.

“Ti amo” detto da Stamets e poi ribadito da Culber è il segno che il loro amore, la loro unione va oltre ogni pregiudizio, oltre ogni confine e pone la loro storia, che alla fine è una vicenda del tutto personale e privata, sopra tutte le altre vicende, anche se per pochi istanti sospesi prima di tuffarci nella trama principale di Discovery.

La coppia perfetta della Discovery.

Mi è sembrato come se quel momento fosse sospeso mentre tutto intorno incalzava. La trama principale, il lieto fine generale, tutto si sbiadiva davanti a due semplici membri dell’equipaggio: un tenente e un dottore che riuscivano ad avere lo spazio giusto per potersi dire: “Ti amo”.

Anche se si è protagonisti, il privato è qualcosa che viene affrontato in modo differente in Discovery. Così Tyler e Burnham vivono il loro amore in modo molto separato dalla trama principale, anzi potrei dire che la storyline quasi li disturba, si intreccia, si pone come un ostacolo, piuttosto che assecondarla.

Discovery non poteva trovare capitano migliore di Lorca.

Proprio questa esplorazione dell’aspetto più intimo dell’equipaggio, del rispetto delle emozioni del singolo è qualcosa che facilita in noi l’immedesimazione con i personaggi di Star Trek Discovery.

Nuovi universi da esplorare per la Discovery?

Non potrebbe mai mancare, l’impasto con cui è fatto il bignè, per restare in tema dolciario, quindi è giusto che, oltre alla farcitura, ci sia la componente avventurosa ed esplorativa della serie.

Questo non significa che la Discovery viaggerà “Là dove nessuno era giunto prima” o almeno non lo farà nel modo classico a velocità curvatura. Il suo viaggiare sarà fra universi paralleli, in mondi di cui forse nessuno sentirà parlare perché la Discovery li vivrà fuori dal tempo e dallo spazio nel quale l’universo di Star Trek si muoverà con gli anni.

Quanto influenzerà su Tyler la presenza di L’Rell sulla Discovery?

Si era compreso dalle parole di Lorca a colloquio con Stamets, che ci veniva offerta su un piatto d’argento la soluzione a tante domande circa la totale invisibilità della Discovery nelle precedenti serie TV in special modo quelle come la serie originale che, svolgendosi 10 anni in avanti, non poteva non aver memoria di una nave della Federazione che si era dimostrata fondamentale nella guerra ai Klingon.

Quale migliore soluzione dunque, di quella di estrarre la Discovery da una logica lineare di tempo e spazio? Il motore a spore può fare salti nello spazio conosciuto, ma le spore, come abbiamo già avuto modo di scoprire, sono elementi che si interfacciano con gli universi paralleli, con  mondi diversi che esistono nello stesso istante in cui esiste il nostro piano della realtà.

Lorca è un uomo di guerra, ma sa che la cosa più importante per la flotta stellare in tempo di pace, è l’esplorazione, quindi perché non usare il motore a spore per fare ciò per cui l’uomo è più portato? Voi non pensate come me che la chiave di volta sta proprio in questa possibilità di poter levare Discovery dal piano della realtà di Star Trek e ricollocarla in uno qualunque dei possibili universi paralleli?

Il cadetto Tilly, uno dei membri dell’equipaggio della Discovery.

L’Enterprise potrebbe davvero non aver mai sentito parlare della Discovery semplicemente perché non esiste nessuna traccia della sua esistenza nel loro piano della realtà. Oppure chi sa, i pochi che sono a parte di ciò che era la Discovery, e mi riferisco a Sarek per esempio, custodiscano gelosamente il loro segreto facilitati dal fatto che la Discovery era già di per se stessa, una nave atipica e sicuramente non presente in rapporti ufficiali della Federazione e quindi facilmente rimovibile o non menzionabile dalla banca dati della Federazione.

Il piano psicologico e la minaccia Klingon.

Apparentemente abbiamo un lieto fine. Dico in apparenza perché nella realtà le cose tanto bene non sono andate. Il sistema anti occultamento è ora una realtà ma è l’aspetto psicologico che in questo momento fa da legante fra i vari accadimenti.

Se la nave dei morti è  (lo so è bruttissima questa cosa ma la dico lo stesso) morta, altrettanto non si può certo dire per i Klingon, che minacciano sempre e comunque la Federazione. Il prezzo pagato però è molto alto. Tyler in particolare sembra quello più provato dalla comparsa di L’Rell, la Klingon che lo ha tagliuzzato, torturato e usato come oggetto sessuale durante la prigionia.

La Discovery e i Klingon: storia finita?

L’aspetto psicologico dei singoli personaggi potrebbe influenzare la seconda parte di Discovery al di là dell’aspetto prettamente tecnologico e generale? Io credo che Tyler, L’Rell e di conseguenza anche Burnham saranno fondamentalmente legati  fra loro.

Sappiamo che esiste la sindrome di Stoccolma, una forma di devianza psicologica che porta i rapiti a stare dalla parte dei rapitori. Ecco questa devianza moltiplicatela per 100 e applicatela alla relazione fra Tyler e L’Rell.

L’Rell ha creato una connessione così profonda e definitiva con Tyler che il misto di paura, terrore, piacere sembra indissolubile. Forse persino la morte di L’Rell potrebbe trascinare Tyler in un baratro senza uscita o dalle conseguenze disastrose.

Burnham, che ha iniziato una tenera storia con Tyler, dovrà capire fin dove i suoi sentimenti possono strapparlo da L’Rell e quale sarà il prezzo da pagare per arrivare a questo risultato.

Conclusioni sull’episodio di Star Trek Discovery

Posso dire che non so se resisterò così a lungo senza Discovery. Ragazzi riprenderà il 7 gennaio 2018!!! Cioè non è pensabile. 

I perfidi sceneggiatori ci lasciano con un cliffhanger enorme, con tanti interrogattivi. Dove è finita la Discovery? Cosa sono quei relitti di cui è circondata? Cosa potrà accadere a Tyler, Burnham e L’Rell?

Cosa dunque aspettarci? Una seconda parte di Star trek Discovery più versata verso l’esplorazione vecchio stile? O ancora una volta Fuller, Kurtzman e tutti showrunner sapranno spiazzarci ancora una volta usando le stesse armi che questo Franchise  ha storicamente nel suo arsenale?

Il Dottor Culber, sempre più centrale nelle vicende della Discovery.

Non pensavo sinceramente di amare in così pochi episodi questi personaggi. Da Tilly fino a Cornwell, da Lorca a Burnham. In queste settimane Discovery mi ha portato ad amare loro e i loro personali drammi incastonati in un dramma continuo e lineare che ha sorpreso fin dal primo episodio.

Torna presto fra noi Discovery e continua a raccontarci le tue storie. 

Passo e chiudo.

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Michele Li Noce

Nato molti secoli fa, seguo serie TV da quando Xena era una poppante e Kojak aveva tutti i capelli. Mi piace scrivere e condividere con altri questa grande passione per le serie TV.

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