Difficile collocare The Punisher all’interno del mondo Marvel messo in onda da Netflix fino a questo momento. La serie Tv non fa sconti alla violenza del suo personaggio principale.

The Punisher una serie violenta e sanguinosa.

Non chiamatelo eroe…o sì?

Frank Castle, eroe dei fumetti Marvel. Forse a qualcuno questo termine potrebbe sembrare fuori luogo e seguendo la serie Tv il dubbio resta. The Punisher è tutto ciò che non potrebbe mai identificare l’eroe classico.

La sua sete di vendetta non è soltanto un regolamento di conti, una sanguinosa rincorsa alla giustizia fatta per mettersi l’animo in pace, per dire, con il viso pieno di sangue e l’ultima pallottola piantata nella testa del nemico: “è finita”.

La corsa di “The punisher” vista in questa prima e finora unica stagione, è stato un violento riscatto, una tremenda e sanguinosa ricerca di equilibrio fra la disperata vendetta e la voglia e il bisogno di ripartire.

Possiamo dunque dire che Frank Castle, “The Punisher” è un eroe? Basta uccidere i cattivi e salvare i buoni? Basta amare la famiglia di un altro, proteggerla, metterla al sicuro per definirsi tale?  Può la mancanza totale di regole, di fiducia nella società, la violenta e personale giustizia portata avanti consumando interi caricatori di munizioni, essere in qualche modo vicina al termine eroe?

La risposta guardando la serie Tv Marvel/Netflix  “The Punisher”, non  è semplice. A mio avviso possiamo dire di sì: The Punisher  è un eroe, forse non quello a cui siamo abituati. Lui non assicura alla giustizia, lui è la giustizia. Il suo frapporsi fra legge e vendetta pone degli interrogativi, ma se guardiamo il quadro d’insieme, Frank Castle è degno di essere considerato un eroe.

Frank Castle diventa The Punisher per vendetta.

The Punisher: violento e sanguinoso. 

Ho letto da diverse parti che molti sono rimasti colpiti dalla violenza della serie Tv. Devo essere sincero, ma non capisco la meraviglia non constatare ciò. The Punisher è per sua stessa natura, per la morale azzerata a favore di una cieca  e quasi inesauribile forza distruttiva, una serie TV violenta.

Il sangue schizza da ogni dove, riempie lo schermo, devasta i corpi, dilania le menti. Ma badate che nulla è gratuito, non c’è un esposizione eccessiva di scene imbrattate di rosso. Tutto è funzionale alla storia, tutto è rapportato al dolore del protagonista. Perfino la scena dell’episodio 12, un capolavoro sul quale torneremo più avanti, aveva bisogno di tutto quel sangue, di tutto quel dolore di tutta quella violenta rabbia.

Sconsiglio dunque la serie a chi pensa di trovare il classico personaggio da fumettone stile Arrow o Avengers. L’universo Marvel non è fatto soltanto di salvatori del mondo ma anche da personaggi come The Punisher, per nostra fortuna direi.

Frank Castle è prima di tutto un uomo tormentato. The Punisher non ha super poteri, non ha martelli volanti o armature ipertecnologiche. Ma ha comunque una forza e una determinazione quasi inumana. Regge il dolore che gli viene inferto con la consapevolezza che nemmeno la morte può impedirgli di compiere il suo disegno.

The Punisher è un eroe?

Essere reduci di guerra come The Punisher.

Uno dei temi più importanti che “The Punisher” porta avanti è quello dei reduci. Sappiamo bene, dalle pellicole sui reduci del Viet-Nam e della guerra in Iraq che questo tema è ben presente e attuale ancora oggi.

A volte le persone come noi, i cittadini e la società non riescono nemmeno lontanamente a concepire la profondità dell’abisso con il quale fanno i conti le  menti questi ex soldati. Sono convinti di aver servito bene il proprio paese, ma nessuno riesce a reinserirli correttamente nella società, curare i loro incubi, avere fiducia in loro anche in tempo di pace.

Frank Castle, era un privilegiato, era un uomo a cui la vita aveva dato la possibilità di allontanare da sé gli incubi e le brutture di una carriera militare nella quale si era costretti a fare cose innominabili, a premere il grilletto a comando.

L’aver servito la CIA lo ha portato spesso a confronto con  il lato sporco della guerra. Le torture di civili a cui Frank ha assistito, hanno segnato il suo destino, eppure anche lui come tutti quelli che hanno indossato una divisa, ha fatto quello che altro non era che il suo dovere, obbedire a degli ordini, con l’obiettivo di tornare a casa, abbracciare la moglie, vedere crescere i propri figli.

Questo è The Punisher, un uomo che ha dovuto riprendere i cocci della sua vita per dargli un nuovo significato, un soldato che ha dovuto ubbidire a degli ordini brutali e odiosi e che per questo ha pagato il prezzo più alto, che non  è stata la morte, che potremmo definirla come liberatoria, ma la scomparsa di quel porto sicuro dalle tempeste della vita che era la sua famiglia.

La recensione completa della serie TV “The Punisher” sarà presto a vostra disposizione, ma Frank Castle meritava un capitolo a parte.

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Michele Li Noce

Nato molti secoli fa, seguo serie TV da quando Xena era una poppante e Kojak aveva tutti i capelli. Mi piace scrivere e condividere con altri questa grande passione per le serie TV.

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