Stanotte è uscito l’ottavo episodio della quinta stagione di The 100 intitolato “How We Get to Peace” (Come Otteniamo la Pace). Ecco la nostra recensione!

 

Settimana scorsa, nel settimo episodio di The 100 5  “Acceptable Losses” avevamo potuto assistere a delle rotture dei vari rapporti tra i personaggi, tra cui Bellamy e Octavia ma soprattutto quella tra Kane ed Abby, dove la dipendenza dalle pillole di quest’ultima è stata più grande dell’amore che c’era tra di loro

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L’ottavo episodio di The 100 5 andato in onda questa notte s’intitola “How We Get to Peace” (Come Otteniamo la Pace). Mai titolo fu più azzeccato per questa serie televisiva, dove la guerra e gli ostacoli sono l’ordine del giorno, la domanda che si chiedono i personaggi ed anche noi spettatori diviene appunto: Come si Ottiene la Pace? E soprattutto cosa si è disposti a fare per raggiungerla?

Bellarke in questo ottavo episodio di The 100 5

Anche se non abbiamo potuto vedere nessun abbraccio tra loro, il legame di questi due personaggi è sempre più solido, nonostante le differenti opinioni in merito alla strategia da attuare. Da un lato c’è Clarke il cui unico scopo di questa quinta stagione di The 100 è quello di riuscire a tenere al sicuro la sua piccola Madi (che le sta rendendo le cose difficili, ora diventata il secondo di Bloodreina) e per la pace e la sicurezza di sua figlia è disposta a togliere di mezzol’unica persona che è d’intralcio: Octavia

Bellamy non è assolutamente disposto a sacrificare la vita di sua sorella, anche se ciò comporterebbe la fine del periodo del terrore, per quanto psicopatica e assetata di sangue Octavia sia diventata, lui le vuole bene comunque.

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E’ bellissimo poter osservare come entrambi comprendono e rispettano le motivazioni dell’altro, riconoscendo persino il loro cambiamento. Come quando Bellamy cerca di giustificarsi della sua totale opposizione all’uccisione di Octavia enunciando che se si fosse trattato di qualcun altro non avrebbe avuto nessun problema e Clarke gli risponde semplicemente:

“Non lo so, forse il vecchio Bellamy, ma non questo qua”

Ma tutto cambia in The 100 5 quando Octavia capisce il tradimento da parte di Clarke, arrestandola e condannandola a morte. In quel caso Bellamy non può più far finta di nulla, perchè anche se il loro amore è stato ed è ancora platonico (la nostra eterna tortura), non c’è alcun dubbio che di amore si tratti. Quindi con una mossa di abile inganno riesce a mettere sua sorella KO.

Chissà quale sarà la reazione di Octavia al suo risveglio, ma conoscendola sarà intenzionata a fare una carneficina.

La ricerca della pace per Monty e Kane in questo ottavo episodio di The 100 5

In questo ottavo episodio di The 100 5 troviamo anche due personaggi che vogliono la pace, ma che sono stanchi di combattere. La settimana scorsa avevamo detto che Monty aveva compreso che il più grande nemico del genere umano è il genere umano stesso. Oggi vediamo il suo totale disinteressamento nei confronti non solo della guerra, ma anche della valle, ha trovato un modo per creare del cibo a Polis ed è felice così, non gli serve altro se non la sua Harper al suo fianco ed è un momento dolcissimo quando quest’ultima decide di restare al suo fianco.

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L’altro personaggio ormai stanco di combattere è ovviamente Kane che in questo episodio di The 100 5 riesce perfettamente ad essere la bussola morale di Diyoza, mostrandole un futuro pacifico e gioioso riuscendo a donare qualcosa di veramente prezioso e che ormai sembrava perduto: la Speranza. D’altronde Diyoza è sempre stata quella che sosteneva che il modo migliore per vincere una guerra è quello dove non si combatte, quindi per lei essere in grado di immaginare un futuro felice è quasi un sogno.

Sogno che rischia lentamente di infrangersi ora che McCreary è tornato nella valle con un alleato inaspettato: Murphy, che si finge prigioniero in modo tale da poter salvare Raven.

 

Continua a pagina due per sapere cosa succede a Raven in questo ottavo episodio di The 100 5

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Manuela Cristiano

Milanese di nascita, laureata al Dams come sceneggiatrice Cinema e Televisione presso L'Università degli studi di Roma Tre. Mi occupo anche di Editing Video e Visual Effects. Serie Tv e cinema dipendente sin da bambina, l'unica cura possibile si chiama Binge Watching

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