No tranquilli, lo dico ai miei amici che mi conoscono come una persona ferocemente critica nei confronti della serialità italiana, non sono impazzito, ma L’Allieva, la serie Tv di mamma Rai, malgrado i difetti, è una serie che mi sento di consigliare.

Diciamo brevemente cosa è L’allieva e di cosa parla: Alice Allevi (Alessandra Mastronardi) è una laureanda in medicina che decide di specializzarsi in medicina forense. Alice è una ragazza come tante, forse un po’ più lunatica e pasticciona e con una tendenza per l’investigazione che la porta spesso a collaborare con la polizia nella risoluzione di complessi gialli legati ai cadaveri che la Allevi si ritrova ad analizzare.

L’allieva è ambientata spesso nei laboratori di medicina legale.

La sua vita privata e professionale si mischiano in modo indossolubile in quanto Alice frequenta Arthur, figlio del suo capo Paul Malcomess (Ray Lovelock), ma è fortemente attratta anche dall’affascinante medico legale Claudio Conforti (Lino Guanciale).

L’allieva, tratta dagli omonimi romanzi scritti da Alessia Gazzola, è composta da 11 episodi nella prima stagione e che nell’autunno 2018 esattamente il 25 ottobre, la serie tornerà con la sua seconda stagione.

L’allieva non è un capolavoro.

So che dicendo questo, tutti penseranno: Allora che me la consigli a fare? In realtà proprio per il fatto che non è un capolavoro, non ha pretese di profonda analisi psicologica dei personaggi, non ha chiavi eccessivamente drammatiche, ma basa tutto su una sceneggiatura semplice ma non banale e sulla forza di personaggi solo all’apparenza lineari, che l’Allieva è consigliata.

Malgrado alcuni difetti, L’allieva è una serie piacevole da seguire,

Personalmente ho visto la serie su Amazon prime video. In genere scarto le serie italiane, preferendo di gran lunga quelle americane, ma la cosa che mi ha fatto cliccare su play è stata la protagonista Alessandra Mastronardi. L’attrice che ha al suo attivo anche partecipazioni internazionali di rilievo e cito per tutte Master of None prodotta da Netflix e I Medici.

Visto che la nostra anima esterofila ci spinge spesso ad osannare qualunque attore/attrice mezza calzetta e a disprezzare o ignorare il fatto che a volte le attrici e gli attori italiani sono apprezzati anche all’estero, ho pensato che una serie TV con la Mastronardi non poteva essere un totale schifo da evitare come la peste e almeno a livello personale sono stato ben contento della mia scelta.

Alessandra Mastronardi è perfetta per il ruolo di Alice Allevi.

Ho letto molte critiche su L’allieva e concordo sul fatto che un soggetto così in mano agli americani sarebbe diventato un successo internazionale, ma non voglio sminuire il lavoro fatto dagli sceneggiatori, fra i quali compare anche la stessa autrice dei libri, ma solo affermare che un cast internazionale, un budget superiore, avrebbero potuto dare maggior risalto e forza alle vicende di Alice e dei suoi co-protagonisti.

Inoltre il ritmo narrativo e di conseguenza la recitazione restano sempre legati a quella lentezza che a volte rende noiose anche parti nate per essere brillanti o divertenti e non basta l’esperienza internazionale della Mastronardi a salvare la serie da questa congenita mancanza di velocità tipica della serialità italiana vecchio stampo.

Claudio o Arthur? Chi conquisterà il cuore di Alice?

Malgrado ciò, L’allieva si lascia guardare e apprezzare. I dialoghi migliori sono quelli fra Alice e il suo “capo” Conforti, gli unici ad avere quel pizzico di carica in più determinata probabilmente dal buon affiatamento dei due attori.

L’allieva: analisi di un episodio.

L’allieva ha un andamento molto simile in ogni episodio. La parte procedurale/investigativa occupa uno spazio ampio nella costruzione delle vicende raccontate e a questo aspetto sono affidate tutte le sorti della trama verticale. La trama orizzontale è invece legata quasi esclusivamente alla vita sentimentale/familiare/lavorativa di Alice che si interseca a volte bene a volte male con il caso della puntata.

L’allieva ha sempre un caso investigativo complesso alla base della trama verticale.

Mi azzardo umilmente a consigliare ad Alessia Gazzola e agli sceneggiatori, nel caso si dovesse andare avanti nella serie oltre i romanzi, di provare a inserire elementi investigativi e procedurali all’interno della trama orizzontale, magari facendo sì che Alice abbia a che fare con un evento drammatico o con la caccia ad un colpevole che possa in qualche modo coinvolgerla per più episodi

Un esempio potrebbe essere Castle, la serie TV USA con Nathan Fillion e Stana Katic, nella quale la ricerca della verità legata alla madre della protagonista, era un elemento procedurale e investigativo legato alla trama orizzontale.

No Alice…L’allieva non è così noiosa su…

La sigla del duo italianissimo The Shalalalas è però in inglese ed è la perfetta apertura per L’allieva perché introduce magnificamente il personaggio e ha un ritmo coinvolgente che ti trascina letteralmente all’inizio dell’episodio.

Una serie venduta all’estero e che non parla di mafia, malavita e corruzione.

Un altro elemento estremamente importante e che non mi stancherò mai di lodare nel caso di produzioni italiane vendute all’estero è che finalmente esportiamo una serie TV che per aver successo non parla di mafia, camorra o corruzione.

Alessandra Mastonardi con Jun Ichikawa in una scena de L’allieva.

L’allieva è stata venduta in Francia, Giappone, Germania, Turchia e Spagna. Un risultato davvero importante per la Rai e mi auguro che questa tendenza venga mantenuta anche per tutte le altre fiction italiane che non ricorrono agli stereotipi negativi legati al nostro paese per sfondare all’estero.

Faccio notare che il Giappone ha acquisito la serie probabilmente anche per la presenza di Jun Ichikawa, che ne L’allieva recita la parte della coinquilina di Alice, Yukino.

Conclusioni e valutazione de L’allieva.

L’Allieva è stata per me una sorpresa piacevole e inaspettata. Gli episodi della prima stagione sono letteralmente volati. Mai noiosi, mai pesanti malgrado i difetti evidenziati. Alessandra Mastronardi è riuscita a dare la sua personale interpretazione del personaggio di Alice, mettendo tutta la sua esperienza anche internazionale al servizio di un ruolo non semplice a mio avviso.

Ancora una scena tratta dalla serie TV.

Il resto del cast è comunque sembrato all’altezza della situazione. Perfino Martina Stella, che nella serie è un po’ l’avversaria di Alice, bella e perfettina è stata una sorpresa positiva in un ruolo con il quale la bella attrice ha un po’ giocato con la sua avvenenza.

Lino Guanciale e Dario Aita mi hanno trasmesso l’essenza di due personaggi così diversi ma allo stesso tempo uniti nel loro essere attratti dalla sbadata Alice. Il giramondo Arthur e il cinico dal cuore tenero Claudio sono gli uomini capaci di far battere il cuore della protagonista forse proprio per la loro grande diversità.

Martina Stella brava nel sostenere il ruolo di Ambra.

L’Allieva pur non entrando nel novero dei capolavori è una serie piacevole che soffre ancora di quei difetti di scrittura e di ritmo, che, se superati, aprirebbero le porte a un tipo di produzione che potrebbe avere un appeal internazionale ancora più ampio.

Resto in attesa di vedere la seconda stagione della serie, sperando che gli sceneggiatori abbiano apportato quelle modifiche necessarie a dare una miglior fluidità ad un soggetto assolutamente perfetto per la trasposizione dal libro alla serialità come L’allieva.

Valutazione globale de L’allieva: 8.

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Michele Li Noce

Nato molti secoli fa, seguo serie TV da quando Xena era una poppante e Kojak aveva tutti i capelli. Mi piace scrivere e condividere con altri questa grande passione per le serie TV.

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