The Walking Dead 9 prosegue il suo cammino senza nemmeno zoppicare troppo. Arriva la mid-season e se ne va un altro personaggio importante della serie. Quest’anno è proprio una strage.

Questo articolo contiene spoiler sull’ottavo episodio della nona stagione di The Walking Dead. Per leggere la recensione dell’episodio precedente cliccate qui.

The Walking Dead: Negan è Negan

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Negan è Negan – The Walking Dead episodio 8, nona stagione.

The Walking Dead 9 ha ancora tante carte da giocare. La sua più grande mossa sarà quella di liberare Negan. Inutile sottolinearlo ma lui è uno dei personaggi più carismatici di sempre, anche più di Rick Grimes (Andrew Lincoln). L’interpretazione di Jeffrey Dean Morgan ha reso il personaggio unico e nonostante sia presentato un cattivo, non tutti pensano che davvero lo sia. In maniera empatica è riuscito a coinvolgere lo spettatore nei suoi discorsi, ed è riuscito a innestare un meccanismo di domande nel cervello, di chi lo ascolta, fino a non fornire più certezze. Negan è cattivo? O è dalla parte del buono? Chi ha ragione? Ecco, quando un personaggio riesce a mettere in dubbio ogni certezza che lo spettatore ha, vuol dire che ha fatto centro, che il lavoro degli sceneggiatori nel caratterizzarlo è stato esemplare. Questo ottavo episodio della nona stagione di The Walking Dead che coincide con il finale di mid-season si apre proprio con Negan. L’arci nemico della passata stagione è dietro le sbarre perché l’ha deciso Rick Grimes. La clemenza di Rick deve essere un esempio di vita per tutti. Era quello che voleva Carl. Così è stato, ma quanto durerà ora che Rick non c’è? Qualcuno vorrà uccidere Negan o qualcuno lo libererà? L’inizio di questo episodio ci mostra che il capo dei salvatori è ancora tutto d’un pezzo. Il carcere non l’ha piegato e probabilmente sta covando qualcosa di grosso. E noi non vediamo l’ora di scoprirlo.

The Walking Dead: Le zanzare anche d’inverno

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Zombie in The Walking Dead

Le zanzare anche di invero rappresentano l’evoluzione di questi insetti fastidiosi. Un tempo dovevamo occuparcene soltanto d’estate, ma poi queste si sono evolute come nei peggiori film horror con insetti. Adesso ce le ritroviamo a casa anche d’inverno. Gli Zombie che credevamo essere soltanto un contorno in The Walking Dead adesso si stanno evolvendo. Non si fanno più fregare da strani rumori in lontananza. Adesso restano uniti e sussurrano. È interessante scoprire in questo episodio che la teoria che tutti ci eravamo fatti sui non morti non era esatta. La morte di Jesus è scioccante e spettacolare allo stesso tempo. Un combattimento, sotto la pioggia, tra umani e zombie non è più un semplice esercizio di mirare alla testa. Adesso i non morti hanno dei riflessi e sembrano anche avere una volontà tutta loro. Attaccano e uccidono. Infine Jesus non viene nemmeno mangiato. Tutto ciò da nuovi risvolti alla serie e probabilmente farà pentire tutti quelli che l’hanno abbandonata. Perché adesso ci si diverte sul serio. Gli zombie diventano antagonisti veri. Forse snaturando la loro natura nell’immaginario collettivo, ma diciamoci la verità… siamo stanchi di vedere battibeccare i protagonisti, siamo stanchi di vedere gente che da ordini in continuazione e siamo stanchi di conflitti tra umani. Vogliamo di nuovo che The Walking Dead sia un survivor vero. L’evoluzione dei non morti offre linfa vitale alla serie e rianima la speranza dei fan. L’evoluzione dei non morti però non corrisponde a quello che abbiamo sognato. Resta un interessante twist nella serie di The Walking Dead che potrebbe ancora migliorare sopperendo all’assenza di Rick e ovviamente, adesso di Jesus. Un premio ai maghi degli effetti speciali e ai truccatori che hanno ingannato tutti compresi noi spettatori meravigliati.

The Walking Dead: La vita continua

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The Walking Dead

Le tre comunità Hilltop, Alexandria e Il Regno sono tre comunità distinte e separate. Le loro vite devono continuare in maniera separata. Ovviamente non crescere tutti insieme significa distaccarsi e questo porta a linee di pensiero diverse che potrebbero portare a scontri nel breve termine. Le tre comunità non sono il futuro di The Walking Dead. Credo che sia bene giocare con loro, smembrarle e assemblarle ancora e ancora per smuovere le acque e i drammi personali. Rimangono un aspetto marginale e forse il più noioso della serie di The Walking Dead.

Li vogliamo vedere mangiati, squartati e non morti. Aspettiamo adesso il 10 febbraio per la seconda parte di questa stagione di The Walking Dead che ha molti pregi e per cancellare i difetti dovrebbe essere più veloce, con più ritmo. Adesso, grazie al salto temporale, sono stati inseriti molti interrogativi ed enigmi. C’è la possibilità di inserire flashback, storia collaterali e c’è da capire quelle X dietro la schiena di Michonne e Daryl cosa sono.

In attesa del ritorno di The Walking Dead scriveteci e fateci sapere che ne pensate di questa mid-season di The Walking Dead. Seguiteci su Talky series.

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Giuseppe Benincasa

A Life in Movies! Affamato di Cinema e serie TV. Blogger e Social Media Strategist. Amo particolarmente la pizza e i LEGO!

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